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lunedì 25 marzo 2019

Fabrizio Corona torna in carcere per plurime violazioni delle disposizioni del tribunale


Fabrizio Corona torna in carcere. L'ex re dei paparazzi è stato prelevato dai carabinieri a Milano, dopo che il magistrato di sorveglianza Simone Luerti ha sospeso l'affidamento terapeutico che gli era stato assegnato per curarsi dalla dipendenza psicologica dalla cocaina. La decisione è legata alle plurime violazioni che Corona ha commesso negli ultimi mesi, infrangendo le disposizioni imposte dal tribunale di sorveglianza.

La misura alternativa al carcere prevedeva una serie di prescrizioni, come il divieto di lasciare il territorio della Lombardia che l'ex re dei paparazzi ha violato in più occasioni. O il divieto assoluto di frequentare tossicodipendenti o luoghi di spaccio che ha infranto facendo diverse incursioni nel boschetto della droga di Rogoredo per la trasmissione di La7 "Non è l'Arena", condotta da Massimo Giletti.

La decisione del magistrato, però, riguarda anche alcune affermazioni rese da Corona in un video e in tv nelle quali, in sostanza, avrebbe detto "non ne posso più, me ne frego", in relazione alle prescrizioni dell'affidamento che gli era stato concesso poco più di un anno fa, nel febbraio dello scorso anno, dopo che nell'ottobre del 2016 era tornato in carcere per la nota vicenda dei soldi in contanti in un controsoffitto. Per il giudice quelle dichiarazioni di insofferenza alle regole sono in contrasto con il percorso di recupero che deve intraprendere un condannato che sta scontando una pena in affidamento, fuori dal carcere.

"Non congruo il comportamento contro Riccardo Fogli" - Il comportamento di Corona nei confronti di Riccardo Fogli, ossia l'aver parlato di un presunto tradimento della moglie dell'ex componente dei Pooh durante una trasmissione, non è "congruo" per una persona che sta scontando la pena in affidamento terapeutico. C'e' anche questo aspetto, anche se non è una violazione delle prescrizioni, nel provvedimento con cui è stato sospeso l'affidamento.

Fabrizio Corona aveva lasciato il carcere di San Vittore nel febbraio del 2018.

Strage Bologna, spunta fotogramma di volto che assomiglia tanto a Bellini


Un fotogramma estrapolato da un filmino amatoriale Super 8 girato da un turista tedesco la mattina del 2 agosto 1980 in stazione a Bologna mostra una "spiccata somiglianza" tra il volto di una persona ripresa e Paolo Bellini, ex esponente di Avanguardia Nazionale. Sulla base anche di questo documento, la Procura ha chiesto la revoca del proscioglimento del 1992 per Bellini, in modo da riaprire le indagini e fare un riconoscimento antropometrico.

Toto Cotugno, attimi di PAURA al concerto a Kiev. Ecco cosa è successo



Attimi di tensione al concerto di Toto Cutugno che si è tenuto a Kiev. Un uomo è salito sul palco ed è stato fermato dagli addetti alla sicurezza mentre l'artista stava cantando "L'italiano". L'artista, come si vede in un video diffuso dall'entourage del cantante, rendendosi conto dell'assenza di cattive intenzioni da parte dello spettatore, invita la security a lasciarlo stare.

Toto gli stringe quindi la mano lasciandolo salire nuovamente sul palco mentre si allontana per la pausa. Solo qualche giorno fa un gruppo di deputati ucraini ha chiesto al capo dei servizi di sicurezza del Paese, Vasily Gritsak, di precludere l'ingresso in Ucraina al cantante per le sue presunte posizioni filorusse. "E' una vicenda assurda, io sono apolitico", ha replicato Cutugno.

Attacco dei talebani nel sud dellʼAfghanistan: più di 33 morti


Ventisei soldati e sette poliziotti sono morti in seguito ad un attacco dei talebani avvenuto venerdì scorso nella provincia meridionale di Helmand: lo ha reso noto il presidente della provincia Attahullah Afghan, mentre il governo non ne ha dato notizia. L'attacco, in cui sono rimasti feriti anche 31 soldati, ha avuto luogo nel distretto di Sangin ed è stato rivendicato dai talebani.

Basilicata, vittoria al centrodestra, Vito Bardi vince con il 42,2%


Quando mancano meno di cento sezioni (ne sono state scrutinate 588 su 681), il candidato governatore della Basilicata per il centrodestra Vito Bardi, ormai certo della vittoria, è in testa con il 42,25%, secondo i risultati provvisori ufficiali delle elezioni regionali di ieri. Seguono Carlo Trerotola del centrosinistra al 32,86%, Antonio Mattia del Movimento 5 stelle con il 20,6% e Valerio Tramutoli di Basilicata possibile al 4,29%. M5s primo partito con il 20,53%, seguito dalla Lega con il 18,82%. Forza Italia è al 9,1%, Fdi al 5,95%, il Pd all'8,19%. 

In rialzo l'affluenza, al 53,58%.

"GRAZIE! La Lega in un anno triplica i voti, vittoria anche in Basilicata! 7 a 0, saluti alla sinistra e ora si cambia l'Europa", scrive su Facebook il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini.

"Abbiamo scritto la storia: la Basilicata è pronta per il cambiamento. Chiamerò Silvio Berlusconi, Matteo Salvini e Giorgia Meloni per fare una grande festa", esulta Bardi. "Al primo posto nell'agenda c'è il lavoro - afferma poi l'ex generale della Guardia di finanza, indicato come candidato da Forza Italia -. I giovani saranno presenti e dovranno avere opportunità in questa terra. Trasparenza, meritocrazia e legalità saranno al centro. La regione è di tutti e io sarà il presidente di tutti". Amaro il commento del candidato m5s Antonio Mattia: "C'è un dato positivo per il movimento, ma la delusione personale resta. Spero che il neo governatore lavori nell'interesse dei lucani e non di Berlusconi, anche se non ci credo: la nostra guardia sarà alta, perché questo è il peggior centrodestra di sempre".

Già ieri in tarda serata erano arrivate invece le congratulazioni di Trerotola a Bardi: "Farò opposizione, lo devo ai cittadini". Il leader di Fi ha festeggiato il suo candidato su Twitter: "Evviva, la Basilicata si è data finalmente un buon governo! Complimenti a tutti gli amici lucani che hanno saputo votare bene!". Il presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani ne approfitta invece per tornare a chiedere alla Lega di abbandonare M5s: "Mi auguro che stacchi la spina dopo le europee, se non intende perdere consensi e essere considerata corresponsabile di questo pessimo governo".

domenica 24 marzo 2019

Norvegia, nave da crociera in avaria: immagini a bordo



Sono circa 180 i passeggeri messi finora in salvo degli oltre 1.300 a bordo della nave da crociera Viking Sky, in avaria a largo della Norvegia. Lo rendono noto i soccorritori.
E il Centro di coordinamento di salvataggio della Norvegia meridionale (Jrccsn) assicura che non vi è alcun pericolo per le persone ancora a bordo della nave e che il ponte aereo messo in atto potrà accoglierle tutte.
I soccorritori hanno aggiunto che le operazioni accelereranno appena ci sarà più luce e migliorerà il tempo.

sabato 23 marzo 2019

Imbarazzo a 'Vieni da me': Caterina Balivo mostra a Flavio Montrucchio...



Momento di imbarazzo a Vieni da me che ha ospitato Flavio Montrucchio nella puntata in onda venerdì 22 marzo. L’attore, oggi conduttore di Primo appuntamento su Real Time, ha ricevuto una sorpresa dalla conduttrice Caterina Balivo che però non è andata a buon fine. La padrona di casa infatti ha voluto far ricordare al suo ospite i giorni dell’adolescenza, quando il pomeriggio giocava a calcio con gli amici sotto casa al parco della Tesoriera. Tra questi c’era anche un tale Andrea che ha realizzato per lui un video messaggio: “Ciao Flavio sono Andrea probabilmente non ti ricorerai di me sono passati molti anni, noi abbiamo condiviso molti momenti di gioco insieme alla Tesoriera, sono felice della tua carriera televisiva, ho visto che hai fatto tanta strada anche se non me lo sarei mai aspettato visto che ti ricordo timido ed introverso. Ho visto che hai una splendida famiglia quindi ti auguro il meglio dalla vita che verrà”

Flavio Montrucchio però non si è ricordato proprio di questa persona, Caterina Balivo se ne è accorta e imbarazzata ha risolto la questione con un: “Dopo ti do il numero tu lo chiami e ti fa vedere delle foto di lui da piccolo… ma proprio non te lo ricordi?”, e Montrucchio ha replicato: “Guarda i miei amici stretti stretti si contano sulle dita di una mano…”.

Franco Battiato: "Ora sto meglio, il peggio è passato"



Alla viglia del suo 74.mo compleanno Franco Battiato torna a farsi sentire dopo mesi in cui si sono diffuse le voci più disparate sul suo stato di salute. "A chi mi chiede della mia salute dico che il peggio è passato - ha scritto il maestro in una nota in occasione del ventennale dell'album "Fleurs" -. Ora va molto meglio, sono tornato a mio agio con la pittura e talvolta mi siedo al pianoforte. Oggi sto lavorando a un brano nuovo".

Per i fan di Battiato e per la musica italiana in generale questa è una buonissima notizia. Per mesi si è rimasti con il fiato sospeso dopo che ad agosto dello scorso anno era scattato lo stato di allerta per la salute di Battiato, con voci che parlavano di una grave malattia. Qualcuno si era spinto anche a ipotizzare una malattia neurodegenerativa, approfittando anche del lungo silenzio del musicista. Alla fine erano intervenuti alcuni amici e parenti a smentire le voci più drammatiche, e lo stesso Battiato aveva postato su Facebook un foto nuova. Ma il nuovo messaggio è decisamente più tranquillizzante.

Arriva in occasione della pubblicazione di un'edizione speciale di un lavoro importante come "Fleurs - Esempi Affini di Scritture e Simili", che compie 20 anni. Anniversario per cui è stata pubblicata per la prima volta un'edizione limitata e numerata in vinile. In questi giorni è stata lanciato il nuovo sito ufficiale dell'artista.

Xi a Roma, Mattarella: "Via della seta a doppio senso"


Più cooperazione tra Italia e Cina, ma anche un auspicato confronto sui diritti umani. E scambi e investimenti che siano "a doppio senso, anche sulle idee". Nella prima giornata del presidente cinese a Roma, la sintonia tra Xi e il capo dello Stato Sergio Mattarella è palpabile, tanto che il presidente cinese lo invita a tornare nel suo Paese. E si prodiga in rassicurazioni su un'intesa commerciale che, assicura, sarà vantaggiosa per tutti.

"Cina e Italia sono partner strategici con mutuo rispetto e fiducia. Fra di noi non c'è nessun conflitto di interesse e sappiamo entrambi come rispettare le preoccupazioni della controparte", ha detto Xi Jinping incontrando i rappresentanti del Business Forum, del Forum Culturale e del Forum sulla cooperazione nei Paesi Terzi insieme a Mattarella. . Cina e Italia "dovrebbero mantenere scambi ad alto livello e do il benvenuto al presidente Mattarella perché visiti ancora la Cina", ha detto poi il presidente cinese.


Diritti umani e leale concorrenza - Mattarella non nasconde la soddisfazione per un accordo nel quale ha sempre creduto, ma non si tira indietro sui nodi ancora da sciogliere rispetto alle politiche commerciali dell'Impero Celeste. E le elenca una ad una: i diritti umani, innanzitutto e poi la "leale concorrenza tra le imprese", la "rimozione delle barriere per i prodotti italiani", il "rispetto della proprietà intellettuale" e la "lotta comune alla contraffazione".

Passano poche ore e arriva l'apprezzamento del vicepremier Matteo Salvini, il più freddo all'interno del governo gialloverde sull'accordo, che si è sfilato dalla giornata perché "impegnato in Basilicata".

Per Xi un'accoglienza da "imperatore" - L'incontro con Mattarella è stato il momento clou della lunga giornata del presidente cinese, accolto a Roma assieme alla moglie da "imperatore", con imponenti misure di sicurezza, una massiccia scorta in gran parte "made in China", eccezion fatta per il folto gruppo di corazzieri a cavallo che ha vigilato sul suo ingresso al Quirinale.

Le rassicurazioni di Xi sul fronte commerciale - Xi ha risposto a - quasi - tutte le questioni sollevate da Mattarella. Non una parola sui diritti umani, ma la disponibilità ad aprire un dialogo. E molte rassicurazioni sul fronte commerciale. "Tra di noi non c'è nessun conflitto di interesse - ha detto - e sappiamo entrambi come rispettare le preoccupazioni della controparte". E ancora: "Vogliamo consolidare la fiducia politica", valorizzare "la collaborazione nei trasporti, nei porti, nelle infrastrutture. Siamo disponibili a importare sempre di più prodotti italiani di qualità", ha assicurato.

"La parte cinese, vuole uno scambio commerciale a due sensi e un flusso degli investimenti a due sensi", ha aggiunto, mentre Mattarella sottolineava il contributo "cruciale" dell'Italia nella nuova Via della Seta.


Xi, la Via della Seta e l'Europa - E sui rapporti con la Cina, nell'arco della giornata, una serie di messaggi incrociati hanno percorso la tratta Roma-Bruxelles. Il memorandum, ha assicurato Mattarella, "rappresenta un interesse anche nell'ambito della strategia Ue". L'Italia, ha aggiunto Fico, "si è mossa nel quadro giuridico dei principi europei". E il premier Giuseppe Conte, proprio da Bruxelles, dove era impegnato nel vertice Ue, è andato oltre. Convinto che l'Italia, "stia dando un grande contributo" nel rapporto tra Cina e Unione europea, perché nell'accordo, che il premier firmerà sabato assieme a Xi, sono stati inseriti "principi europei", con una serie di modifiche volute da Roma.

Mentre Xi ha assicurato di guardare con favore ad un'Europa "unita, stabile e aperta", da Bruxelles i 27 sono andati avanti nel rapporto con il Dragone, annunciando che l'accordo con Pechino sarà chiuso nel 2020, ma anche che dal primo aprile scatterà lo scudo sugli investimenti cinesi in Europa.

La cena di Stato e il concerto di Bocelli - Oltre alla tappa centrale al Quirinale, salutato ad ogni passaggio da gruppetti di connazionali giunti da tutta Italia, Xi è poi andato a Piazza Venezia per deporre una corona, accompagnato dalla ministra della difesa Elisabetta Trenta, prima di incontrare i presidenti di Camera e Senato Roberto Fico e Maria Elisabetta Casellati, per poi chiudere in serata con il pranzo di Stato al Quirinale e il concerto alla Cappella Paolina con Andrea Bocelli. Sabato la firma degli accordi e, dopo la colazione a Villa Madama, la partenza per Palermo, in omaggio ancora una volta a Mattarella.

venerdì 22 marzo 2019

Cina, esplosione in un impianto chimico: più di 47 morti


Sale a 47 morti il bilancio della violenta esplosione che ha devastato l'impianto chimico della Tianjiayi Chemical e le aree limitrofe a Yancheng, nella provincia cinese del Jiangsu. In base agli ultimi dati forniti dalle autorità locali, quando sono ancora in corso gli sforzi dei soccorritori, ci sono anche 460 feriti: 90 di loro versano in condizioni critiche. I vigili del fuoco cinesi sono intervenuti con 86 mezzi.


Le immagini diffuse mostrano fiamme altissime e una nube densa levarsi al di sopra della struttura, specializzata nella produzione di fertilizzanti. Secondo le autorità cinesi, la deflagrazione ha prodotto anche un sisma di magnitudo 2.2.


Numerosi residenti nei quartieri limitrofi sono stati trasportati in ospedale per i danni legati all'onda d'urto dell'esplosione che, in molti casi, ha mandato in frantumi i vetri delle finestre. L'episodio è l'ultimo di una serie di incidenti dovuti spesso alle precarie norme sulla sicurezza: a novembre, un camion cisterna contenente combustibile chimico è esploso all'entrata di un impianto chimico a circa 100 chilometri da Pechino, in un'area destinata a ospitare i Giochi olimpici invernali del 2022, uccidendo 23 persone e ferendone altre 22.



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Calabria, incendio nella tendopoli di San Ferdinando, un morto


Un migrante di cui non sono ancora note le generalità è morto la notte scorsa in un incendio divampato nella nuova tendopoli di San Ferdinando gestita prima dal Comune ed ora dalla Caritas. La tendopoli si trova a poche centinaia di metri dalla vecchia baraccopoli - smantellata nelle scorse settimane - nella quale, in un anno, 3 migranti sono morti a causa di incendi divampati nelle strutture fatiscenti di cui era fatta.

L'incendio, secondo una prima ricostruzione, si è sviluppato in un angolo della tenda da sei posti, dove erano posizionati alcuni cavi elettrici. Sul posto sono subito intervenuti i vigili del fuoco che hanno domato le fiamme. Nell'incendio è andata distrutta solo una tenda. La tendopoli, realizzata alcuni anni fa dalla Protezione civile, è attrezzata, con presenza di servizi igienici e presidi sanitari, ed è vigilata. All'inizio di marzo, la struttura è stata ampliata per consentire il trasferimento di una parte dei migranti che viveva nella baraccopoli - una struttura fatiscente fatta di baracche in lamiera, plastica e cartone - sorta a poche centinaia di metri e che è arrivata ad ospitare, nel periodo invernale della raccolta degli agrumi, anche 3.000 persone. Baraccopoli che è stata definitivamente abbattuta il 7 marzo scorso. I migranti che sono confluiti nella nuova tendopoli sono stati complessivamente 840.

La vecchia baraccopoli di San Ferdinando, che si trovava a poche centinaia di metri dalla tendopoli gestita dal Comune, è stata definitivamente abbattuta il 7 marzo scorso dopo che, in un anno, si erano registrate tre vittime a causa di incendi. Era stato il ministro dell'Interno Matteo Salvini, dopo l'ultimo rogo del 16 febbraio scorso, ad annunciare che la vecchia struttura sarebbe stata abbattuta. Nell'occasione aveva perso la vita un 29enne senegalese, Moussa Ba. In precedenza, il 27 gennaio 2018, era morta Becky Moses, 26enne nigeriana, mentre il 2 dicembre 2018 Surawa Jaith era morto pochi giorni prima del suo 18mo compleanno. Le operazioni di sgombero e poi di demolizione delle vecchie baracche sono cominciate il 6 marzo e si sono concluse il giorno successivo senza alcun problema dal punto di vista dell'ordine pubblico. Nelle scorse settimane, il Viminale ha stanziato 350mila euro per il Comune di San Ferdinando per la gestione della fase post-sgombero e per ripristinare il decoro urbano e garantire "idonee condizioni di vivibilità sul territorio". Dopo lo sgombero, una parte dei migranti che viveva nella baraccopoli è stata trasferita nella vicina tendopoli che è stata ampliata.

Nuovo murale a Roma con Conte, Di Maio e Salvini


Tv-boy colpisce ancora con la sua street art e spunta un altro murale nel centro di Roma, questa volta in via della Torretta, che ritrae Luigi Di Maio, Giuseppe Conte e Matteo Salvini. I due vice premier vestono i panni del gatto e la volpe, mentre il presidente del Consiglio quelli di Pinocchio. "Il murale, che arriva dopo la 'Guerra dei Social' - spiega Tvboy sul suo sito - richiama la celebre favola di Carlo Collodi. Accade così che nel cuore della Capitale, il Gatto e la Volpe, che hanno le sembianze rispettivamente del ministro Di Maio e del vice premier Salvini, ingannano Pinocchio e lo spingono a candidarsi come Presidente del Paese dei Balocchi".

L'opera, affissa a vicolo della Torretta, fa riferimento alle pesanti critiche ricevute dal premier Giuseppe Conte da parte del capogruppo dei Liberaldemocratici, Guy Verhofstadt, che lo scorso 12 febbraio, a Strasburgo, definì il presidente del consiglio italiano un "burattino" nelle mani di Salvini e Di Maio.



giovedì 21 marzo 2019

Shevchenko: "Ecco la mia TOP 11 rossonera!"



Andriy Shevchenko durante un’intervista a DAZN ha stilato la sua formazione ideale ai tempi del Milan. Un undici composto da ....



Chi è Ousseynou Sy, lʼautista dello scuolabus di San Donato Milanese



Nato in Francia da genitori senegalesi, cittadino italiano dal 2004 dopo aver sposato una bresciana dal quale era separato, a Ousseynou Sy, detto Paolo, 47 anni, l'autista dello scuolabus della tentata strage di San Donato (Milano), nel 2007 era stata sospesa la patente per eccessivo consumo di alcolici. Nel 2018 la condanna a un anno e mezzo per violenza sessuale, pena sospesa. Sy da 15 anni era dipendente della società di trasporto Autoguidovie di Crema (Cremona). Un "gran lavoratore, nessun segno di squilibrio" per i colleghi, anche se la separazione e l'allontanamento dai due figli (18 e 13 anni) lo avrebbero segnato. "Diceva di aver perso tre bimbe in mare e che dovevamo morire anche noi, bruciati", il racconto ai carabinieri degli studenti tratti in salvo da quel folle piano.

Non vedeva i figli da anni, secondo le prime indiscrezioni; "li frequentava di tanto in tanto", raccontano i vicini. Il parroco, don Vittore Bariselli, a La Stampa rivela che "i ragazzi hanno tanto sofferto per la separazione; il padre non si era più vivo con loro". Quanto all'ex moglie italiana "anche lei da anni non aveva più rapporti con l'ex marito, era stata una separazione difficile", continua il sacerdote.

Questo, dunque, potrebbe nascondersi dietro il "lato oscuro" di Sy il dirottatore? Chi lo conosceva stenta a credere che con un coltello e una tanica di benzina abbia scatenato una mattinata di terrore sulla Paullese. "Porto i ragazzi in palestra e torno", aveva detto Sy ai colleghi prima di salire sullo scuolabus della tentata strage. Al volante i toni, invece, erano cambiati: "Non si salverà nessuno", gridava l'uomo ai 51 alunni sequestrati con i loro accompagnatori.

Borsa, Piazza Affari apre in lieve rialzo: +0,07%


La Borsa di Milano apre in leggero rialzo a +0,07%. L'indice Ftse Mib segna 21.345 punti in apertura, mentre l'All Share guadagna lo 0,24% a 23.414,54 punti.