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martedì 13 novembre 2018

Libertà di stampa: giornalisti in piazza in tutta Italia


Giornalisti in piazza in tutta Italia in difesa della libertà di stampa. La Federazione Nazionale della Stampa ha organizzato flash mob nei capoluoghi di regione, ricevendo anche adesioni dai colleghi di Bruxelles e Londra, con lo slogan "Giù le mani dall'informazione". Dalle piazze è partito un coro unanime dopo le dichiarazioni di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista contro i giornalisti seguite alla sentenza di assoluzione per Virginia Raggi.


Dopo le prese di posizione ieri delle principali cariche istituzionali, interviene anche l'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni. "Ogni attacco agli organi di stampa - afferma - rischia di ledere il principio costituzionale di libera manifestazione del pensiero, che è alla base del pluralismo dell'informazione e del diritto di cronaca e di critica".

Le principali manifestazioni a Roma, in piazza dei Santi Apostoli alla presenza dei vertici della Federazione, e a Milano in via Vivaio. Presidi anche ad Ancona, Aosta, Bari, Bologna, Bolzano, Cagliari, Campobasso, Firenze, Genova, Napoli, Palermo, Perugia, Pescara, Potenza, Reggio Calabria, Torino, Trieste, Venezia. Non si è fatta attendere la reazione del Movimento 5 Stelle.

"La libertà di informazione si garantisce prima di tutto migliorando le condizioni di lavoro dei giornalisti. Soprattutto i giornalisti sottopagati, al limite dello sfruttamento", afferma Luigi Di Maio in diretta video su un social network aggiungendo: "Vogliamo garantire la libertà di stampa con l'equo compenso" per tutti i professionisti, anche per i giornalisti. "La stampa deve essere libera da tutto e da tutti", ha aggiunto Di Maio sottolineando che "c'e' una proposta di legge che porteremo a breve in Parlamento che incentiva i cosiddettieditori puri, cioè quegli editori che non hanno interessi politici né economici". "Chi parla di dittatura oggi o di pericolo di dittatura come Berlusconi, mi fa un po' ridere - dice Di maio - perché rappresenta quella classe politica che quando era al Governo ha addirittura epurato giornalisti come Biagi, Luttazzi e Santoro". 

"E' partita la difesa corporativista, puerile, patetica, ipocrita, conformista e oltretutto controproducente di una parte del sistema mediatico - sottolinea Alessandro Di Battista -. Quando per orgoglio e malafede non sanno chiedere scusa per le menzogne scritte sulla Raggi, per la difesa a spada tratta di un sistema morente, per aver avallato il neoliberismo e tutte le sue nefandezze, partono con la solita litania: 'giù le mani dall'informazione'". "Se fossi un giornalista prenderei le distanze da chi inventa i fatti e fa il tiro al bersaglio", aggiunge il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede.

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